Pubblicazioni

Come raccontava Italo Calvino, nella mia carriera mi sono occupato soprattutto dei libri degli altri. Tra romanzi, saggi e guide ho curato la pubblicazione di circa 300 volumi, forse di più. Sembrano tantissimi (“Ecco che questo l’ha sparata,” penserà qualcuno) ma vi assicuro che chi è del mestiere potrà confermare che non si tratta di un numero spropositato. Contando 25 anni di carriera nel mondo della scrittura, si tratta pur sempre di una media di un libro al mese. Tutto sommato è gestibile. Quindi mi giustifico con i colleghi: nel frattempo ho fatto anche altro.

Il libro perduto del signor Zazou (romanzo, 2017) 

Ogni tanto ho avuto il coraggio di pubblicare anche qualcosa di mio – in maniera indipendente, con il marchio editoriale FOG, come il romanzo che vedete qui sopra e la raccolta di racconti, poco più sotto – inserendomi a volte tra le pieghe delle collane che ho seguito professionalmente. Parlo di “coraggio” perché chi, come me, ha lavorato per lungo tempo come editor, in genere accusa il blocco dello scrittore più di qualunque altro aspirante autore. Il pensiero corre a tutte le questioni editoriali, di marketing, commerciali che potrebbero azzoppare il successo della nostra “opera”. Senza considerare che l’aver cestinato centinaia di romanzi di esordienti, spesso prima della fine del primo capitolo, porta quasi inevitabilmente ad auto-censurarsi prima ancora di iniziare a scrivere.

Nero di fiaba (racconti, 2012)

Per portare avanti un progetto editoriale personale, insomma, è fondamentale lavare i propri panni in un sano bagno di ingenuità editoriale. “Il romanzo che sto scrivendo è originalissimo,” bisogna dirsi a ogni pagina. “Questo saggio non l’ha mai scritto nessuno!” bisogna ripetersi allo specchio con un bel punto esclamativo in fondo alla frase. E a volte basta anche un semplice “chi se ne frega” per andare avanti. Quelle di cui ho riportato in questa pagina la copertina sono dunque le cose che ho scritto quando mi sono messo di sbieco rispetto alla professionalità. Sono opere nate con un occhio chiuso e uno aperto, e forse proprio per questo genuine e rappresentative. Mi preme sottolineare solo come il romanzo e i racconti siano originalissimi e come i saggi non abbiano paragoni nel panorama editoriale italiano. Ovviamente.

STORIA MINIMALE DI UN PERCORSO FRASTAGLIATO

Ma partiamo dall’inizio. Il mio primo racconto venne pubblicato nel dicembre 1995 su MC Microcomputer. Erano tempi in cui si richiedeva di inviare il testo su floppy disk via poste (io lo spedii tramite raccomandata, non si sa mai). La soddisfazione più grande fu di essere selezionato con un metaracconto sull’arte della scrittura in una rubrica che dava spazio essenzialmente a scrittori esordienti di fantascienza. Seppi di essere stato pubblicato quando, a una festicciola tra amici, un mio amico informatico mi disse di aver letto il racconto sulla rivista appena uscita. Erano altri tempi: niente social network, niente e-mail, niente Internet. Le notizie si diffondevano con il passaparola, quello vero.

Lo scrittore (racconto, 1995)

Due anni dopo pubblicai un saggio grazie all’aiuto di un editore, il giurista Luigi Papiano, proprietario di Pragma Edizioni di Bologna, del quale avevo letto un annuncio di ricerca autori nella bacheca dell’Ordine del Giornalisti nel 1994. Avevo appena ritirato il mio tesserino da pubblicista e ricordo ancora la grande soddisfazione nel vedere la firma di Luca Goldoni, allora Presidente dell’Ordine, sotto il mio nome. Ero esattamente dove volevo essere e quell’annuncio mi rafforzava in quella convinzione. Il mio entusiasmo fu ripagato da un editore “puro” che mi aiutò nella scelta del tema e nella stesura del libro. Alla fine mi pagò pure un milione di lire a titolo di anticipo sui diritti d’autore. Cosa molto importante: il libro vinse nel 1998 il premio Vittoria Quarenghi. Nell’albo d’oro dei premiati si leggono nomi come quelli di Giuliano Amato, Dominique Lapierre, Claudio Magris e tanti altri. Bei tempi.

Aborto. Una storia dimenticata (saggio, 1997)

In quegli anni ero impegnato come addetto stampa e progettista di corsi di formazione professionale presso AECA, un importante ente di formazione di Bologna. Fu così che venne richiesto il mio aiuto in una ricerca sul campo che prevedeva, per quanto mi riguardava, la somministrazione di una serie di questionari a ragazzi disabili coinvolti nei percorsi di formazione della Regione. I risultati furono pubblicati in un testo a cura del prof. Angelo Errani. Fu la prima volta che vidi pubblicato il mio nome in un saggio insieme ad altri ricercatori, io che “vero” ricercatore non ero: una bella botta di autostima.

Equilibristi senza rete? (ricerca, 1998)

Dopo qualche anno mi spostai a Forlì, dove cominciai a lavorare in una libreria giuridica e – grazie alla mia esperienza nella redazione e scrittura di libri – venni cooptato come redattore nella neonata Experta Edizioni, casa editrice giuridica dove ebbi modo di pubblicare, sotto il marchio di varia Foschi Editore, prima un racconto in una raccolta curata da Eraldo Baldini e Carlo Lucarelli e poi un saggio estratto della mia tesi di laurea in sociologia criminale (facoltà di giurisprudenza).

Oltre la nebbia (racconti, 2004)

Il forcone spuntato (saggio, 2009)

Foschi Editore venne acquisita per un certo tempo da Edizioni IN Magazine di Forlì, fu così che ebbi l’occasione di pubblicare una guida nella collana “52”, dedicata ai luoghi turistici in Romagna ideali per una gita in famiglia. Il sottotitolo recita: “52 weekend divertenti, rilassanti, educativi a misura di mamma, papà e bimbi”. Dopo aver passato tanto tempo dietro la scrivania in funzione di editor, questo volume inaugurava il mio ritorno al giornalismo e all’informazione.

52 domeniche con in bambini in Romagna (guida, 2013)

Nel 2014 nacque l’idea di consolidare il percorso di studi sulla narratologia – che mi aveva portato, insieme a Serena Focaccia, a tenere corsi di formazione ad aspiranti autori prima presso l’università degli adulti e poi in collaborazione con la CNA di Forlì – in un laboratorio annuale. Nacque così dall’incontro con l’associazione In Arte la Casa Cantastorie, laboratorio permanente di scrittura narrativa e poetica, di cui nel 2018 abbiamo inaugurato la pubblicazione della rivista, contenente saggi di narratologia accanto a racconti e poesie degli allievi.

La Casa Cantastorie (rivista, 2018)